Rischio determine a settembre per i fondi 2026. Il Comitato chiede un'audizione urgente in Commissione e pone due condizioni al prossimo Tavolo della Cultura: copertura integrale dei fondi in bilancio e fine degli anticipi a carico delle associazioni
Una delegazione del Comitato Emergenza Cultura Piemonte, composta da Alessandro Gaido, Stefania Rosso, Vanda Cremona e Federico Toso, ha incontrato oggi i rappresentanti delle opposizioni regionali (PD, AVS e Movimento 5 Stelle) per affrontare un tema che da anni rappresenta uno dei principali nodi irrisolti del settore: i tempi di erogazione dei contributi regionali destinati alla cultura.
Il rischio di un nuovo, grave ritardo
Al centro del confronto la notizia che le determine di affidamento dei fondi 2026 rischiano di essere emesse a settembre. Un ulteriore slittamento che si inserisce in una sequenza ormai consolidata: ancora una volta in ritardo, ancora una volta a progetti già conclusi, ancora una volta con le associazioni costrette a fare da banche per la Regione.
Una situazione che il CEC definisce senza mezzi termini "devastante", e che si somma alle mancate liquidazioni dei saldi 2025, con alcune realtà ancora in attesa addirittura dei contributi relativi al 2024.
Un sistema che si inceppa a catena
Il ritardo nell'emissione delle determine non è un problema isolato, ma rischia di bloccare l'intero sistema di sostegno al settore. Senza determine tempestive, infatti, si incaglia anche lo strumento del Rafforza Cultura: niente determine significa niente anticipi bancari, con le realtà culturali private anche di questa forma di sostegno alla liquidità.
A complicare ulteriormente il quadro, si attende ancora lo strumento che formalizzi il contributo CRT a copertura 2026 dei 100 progetti approvati ma non finanziati nel 2025. Un tassello mancante che impedisce agli uffici regionali di annunciare la riapertura dei bandi 2026 per le realtà rimaste escluse, lasciando in sospeso il destino di decine di associazioni ed enti culturali piemontesi.
La richiesta di audizione e l'impegno delle opposizioni
Di fronte a questo quadro, il CEC ha chiesto un'audizione urgente nelle Commissioni consiliari Cultura e Lavoro. Le opposizioni presenti all'incontro si sono fatte garanti della presentazione di un ordine del giorno unitario su questi temi, un passo che il Comitato accoglie come segnale di attenzione condivisa da parte di più forze politiche verso una situazione che, va ribadito, non riguarda un singolo colore politico ma l'intero sistema di governo della cultura in Piemonte.
Le due priorità indicate dal CEC
Il Comitato ha posto due architravi imprescindibili per il dibattito che si aprirà nei prossimi appuntamenti istituzionali, a partire dalla convocazione urgente dei promessi Tavoli della Cultura.
Primo punto: copertura integrale dei fondi già nella prima fase di bilancio. Il CEC chiede che i circa 12 milioni di euro destinati ai capitoli di spesa per la cultura vengano stanziati integralmente già nella prima fase di approvazione del bilancio 2027, evitando così gli slittamenti che negli ultimi anni hanno visto le delibere di assegnazione emanate tra settembre e dicembre, quando ormai i progetti sono già conclusi.
Secondo punto: fine dell'anticipo a carico delle associazioni. Il Comitato chiede di tornare a un sistema in cui i rendiconti possano essere chiusi dopo aver ricevuto l'erogazione dei saldi, e non anticipando di tasca propria risorse di cui non si conoscono con precisione le tempistiche di liquidazione da parte della Regione.
Un nuovo passo di un percorso che non si ferma
L'incontro di oggi si inserisce nel percorso che il Comitato Emergenza Cultura porta avanti ormai da anni, e che negli ultimi mesi ha visto intensificarsi il confronto con tutti gli interlocutori istituzionali, dall'Assessorato ai gruppi consiliari, con un obiettivo che resta invariato: trasformare gli impegni in atti concreti e verificabili, con tempi certi per l'intero comparto culturale piemontese.
Il CEC continuerà a seguire da vicino gli sviluppi dei prossimi appuntamenti istituzionali, a partire dall'esito della richiesta di audizione e dalla convocazione dei Tavoli della Cultura.