Sette mesi di mobilitazione senza sosta
Dal dicembre 2025 al luglio 2026 il Comitato Emergenza Cultura non si è mai fermato. A seguito del mancato finanziamento 2025 dei contributi legati ai bandi regionali per la cultura, destinati a un centinaio di realtà escluse per mancanza di fondi, la mobilitazione è stata costante: incontri con i vertici regionali di maggioranza e minoranza, a partire dall'Assessorato alla Cultura, con i vertici della Fondazione CRT, con le realtà culturali piemontesi, pressione mediatica…
I primi risultati non sono un caso
Lo sblocco degli anticipi dei contributi 2025 dei giorni scorsi, le determine di affidamento per il 2026 in arrivo in questi giorni, la comunicazione per la partecipazione al bando 2026 per gli esclusi 2025 aventi diritto non sono, quindi, frutto del caso e neppure arrivano per grazia ricevuta. Sono il risultato del lavoro costante, determinato e volontario del gruppo dirigente del Cec. Non dimentichiamolo: uniti si vince.
Il confronto con la Regione: porte aperte, dibattito aperto
Sarebbe scorretto non sottolineare, nella diversità di vedute, l'apertura al confronto serrato da parte dei vertici politici regionali. Le porte sono sempre state aperte, pur nel dibattito anche aspro in alcune occasioni. Il Presidente della Regione Piemonte, la sua portavoce, l'Assessora alla Cultura, gli uffici dell'assessorato non si sono mai negati.
Fare politica nel senso più alto della parola
Abbiamo fatto politica? Sì, nel senso più alto di questa parola: lavorando per la polis, per la comunità. Indispensabile a questo dialogo democratico e non ideologico è stato poi il confronto con i vertici della Fondazione CRT: sono loro i finanziamenti a copertura degli anni 2026 e 2027 destinati agli esclusi dalle graduatorie triennali pur avendone diritto. Così come altrettanto importante è stato il dialogo costante con i vertici delle opposizioni regionali, che hanno mantenuto costante la loro attenzione politica sull'emergenza culturale in atto.
Non abbassare la guardia
Adesso che possiamo momentaneamente riprendere fiato sul fronte economico, però, non rilassiamoci. Occorre continuare a monitorare i tempi d'erogazione dei contributi, d'emissione e assegnazione dei bandi e lavorare al rinnovo dello strumento finanziario Rafforza Cultura. Dobbiamo continuare a batterci, come negli ultimi 16 anni, per la fine dell'emergenza. Per farlo occorre cambiare le regole del gioco attraverso la convocazione permanente dei Tavoli della Cultura regionali.
La vera battaglia: allineare i tempi, non rincorrerli
Su questo fronte, va detto con chiarezza, stiamo ancora rincorrendo i ritardi più che risolverli alla radice. Aver sbloccato anticipi e determine è un passo necessario, ma resta un intervento sull'emergenza, non sulla causa dell'emergenza. La vera battaglia che il Cec continuerà a portare avanti è quella di allineare strutturalmente i tempi di erogazione dei contributi ai tempi reali di realizzazione delle attività delle realtà culturali. Solo così il Rafforza Cultura potrà tornare a essere quello che deve essere: uno strumento eccezionale e provvisorio, pensato per le emergenze, e non la stampella che finisce per normalizzare e cronicizzare un sistema strutturalmente in ritardo.
Le lacune ancora aperte: Regione e Città di Torino
Sui luoghi e i metodi di confronto la politica continua a essere latitante e refrattaria. Non solo la Regione, che comunque convoca saltuariamente gli organi consultivi pur non impostando ancora un metodo di lavoro utile, ma ancor di più la Città di Torino, che non ha ancora pensato a un organismo stabile di confronto con le realtà culturali. Una grave mancanza, questa, da colmare al più presto, soprattutto in vista della corsa, già in atto, del Capoluogo per aggiudicarsi il ruolo di Capitale della Cultura Europea 2033.
Avanti, nonostante tutto
I margini di manovra per stabilizzare il settore culturale ci sono, pur nelle grandi difficoltà dell'economia di guerra sempre più presente e opprimente… sempre avanti!
Comitato Emergenza Cultura Piemonte Il presidente Alessandro Gaido